Conserf offre assistenza legale nei casi di malasanità e responsabilità sanitaria, affiancando il cliente nella valutazione del caso, nella raccolta della documentazione clinica e nella gestione della richiesta di risarcimento per i danni subiti.
La valutazione dei casi di malasanità richiede un esame attento della documentazione e delle circostanze concrete. Nella sezione dedicata ai casi trattati è possibile consultare esempi di vicende relative a ritardi diagnostici, errate valutazioni cliniche e responsabilità sanitaria.
La malasanità può riguardare situazioni in cui il paziente subisce un danno a causa di un errore medico, di una diagnosi tardiva, di un trattamento non adeguato o di una gestione sanitaria non conforme agli standard richiesti. In questi casi, è necessario verificare se il danno sia collegato a una condotta sanitaria negligente, imprudente o imperita.
La società assiste pazienti e familiari nella valutazione dei casi di responsabilità medica, con un approccio fondato sull’analisi della documentazione sanitaria, sulla ricostruzione del percorso clinico e sull’individuazione degli eventuali profili di responsabilità.
Non ogni esito negativo di una prestazione sanitaria costituisce automaticamente un caso di malasanità. La possibilità di richiedere un risarcimento deve essere valutata caso per caso, verificando se il danno subito dal paziente sia collegato a una condotta sanitaria non corretta, a un’omissione o a una carenza nella gestione del percorso di cura. Di seguito sono indicate alcune situazioni ricorrenti che possono richiedere un approfondimento legale e medico-legale.
Valutazioni cliniche non adeguate, scelte terapeutiche inappropriate o gestione sanitaria non conforme alle buone pratiche.
Ritardi o errori nella diagnosi che possono incidere sulle possibilità di cura o aggravare le condizioni del paziente.
Errori nell’esecuzione dell’intervento, nella gestione post-operatoria o nel controllo di complicanze prevedibili.
Infezioni ospedaliere collegate a possibili carenze organizzative, igieniche o assistenziali della struttura.
Informazioni insufficienti su rischi, alternative e conseguenze del trattamento sanitario o consenso informato non adeguato.
Criticità nella gestione della gravidanza, del parto o del monitoraggio del neonato, da valutare sotto il profilo medico-legale.
Le situazioni indicate hanno carattere esemplificativo e richiedono sempre una valutazione specifica della documentazione sanitaria, del percorso clinico seguito e delle circostanze del caso concreto.
La prima fase consiste nella raccolta delle informazioni essenziali e nella valutazione della vicenda sanitaria riferita dal cliente. In questa fase vengono individuati gli elementi principali del caso e le possibili criticità del percorso clinico.
La documentazione clinica rappresenta il punto di partenza per ogni valutazione. Cartelle cliniche, referti, esami diagnostici, lettere di dimissione e prescrizioni consentono di ricostruire la sequenza degli eventi e verificare la condotta sanitaria tenuta nel caso concreto.
Quando necessario, il caso viene approfondito con il supporto di competenze medico-legali, al fine di verificare il nesso tra la condotta sanitaria e il danno subito dal paziente.
All’esito della valutazione, la società individua le possibili azioni da intraprendere per la tutela del cliente, curando la gestione della richiesta risarcitoria e i rapporti con i soggetti coinvolti.
Per valutare correttamente un caso di responsabilità medica è importante raccogliere la documentazione sanitaria relativa al percorso di cura. Ogni vicenda richiede un esame specifico, ma alcuni documenti risultano generalmente utili nella fase iniziale.
Conserf supporta il cliente anche nell’individuazione della documentazione utile e nella ricostruzione del percorso sanitario.
I tempi dipendono dalla complessità della vicenda e dalla documentazione disponibile. Una prima valutazione consente di individuare gli elementi principali e comprendere se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Sì, in presenza dei presupposti, la responsabilità può riguardare sia il singolo professionista sanitario sia la struttura presso cui il paziente è stato assistito.
Si può richiedere un risarcimento quando il danno subito dal paziente è collegato a una condotta sanitaria non corretta, come un errore medico, una diagnosi tardiva, un trattamento inadeguato o una carenza organizzativa della struttura.
No. Per ottenere un risarcimento è necessario dimostrare non solo la condotta non corretta, ma anche il danno subito e il collegamento tra la condotta sanitaria e le conseguenze lamentate.
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